Venerdì Evento Unico al Josephine Bistrot! Live “Two for Chet” + Milonga “Neo Tango e No Tango Ballabile”

Venerdì Evento Unico al Josephine Bistrot Roma: Live “Two for Chet”+ Milonga “Neo Tango e No Tango Ballabile”!
Si consiglia la prenotazione al 3355913434 oppure al 0697274546.

Live “Two for Chet”!
Un duo eccezionale per un omaggio al grande cantante/trombettista Chet Baker!
Joe Pisto alla voce e chitarra
Francesco Lento alla tromba

Cantante, chitarrista e compositore, Joe Pisto si distingue per la sua singolare e speciale abilità nell’uso della voce e della chitarra, strumenti inscindibili della sua personalità poliedrica.
 Francesco Lento è uno dei trombettisti più talentuosi del panorama nazionale.
 Il duo ripropone le canzoni che lo straordinario musicista americano ha più amato nel corso della sua carriera.

A seguire Milonga “Neo Tango e No Tango Ballabile” con Danilo Leonoro in consolle.

ElettroTangoBar su facebook https://www.facebook.com/elettrotangobar?fref=ts *** info evento e prenotazioni 3355913434 visita il sito: www.elettrotangobar.com

venerdi live joe pisto duo e milonga tango a roma

no tessera
ore 21 concerto a seguire milonga
ingresso 10 euro con drink all inclusive
possibilità di cenare prenotazioni 3355913434 / 06 9727 4546

Josephine Bistrot
Via Leonida Bissolati 34 – metro Barberini
no ztl – parcheggi liberi nei dintorni

ElettroTangoBar
Patrizia Messina 3355913434
www.elettrotangobar.com
– mypresSpat/ufficio-stampa/onLine –

Questa è la storia speciale di Josephine e del suo piccolo bistrot.. semplice in quegli anni, tipica in quei luoghi.
 Josephine nasce a Parigi nei primi del '900, in piena "Belle Epoque". Erano anni di grandi scoperte e stupefacenti invenzioni. Il cinema sbalordiva il mondo intero per la prima volta; l'automobile ne cambiava le abitudini di vita, contribuendo a diffondere un senso di euforia. L'umanità intera si affacciava al XX secolo piena di buone speranze, Parigi era il vivace epicentro delle diverse e prolifiche correnti artistico / culturali provenienti da tutto il mondo.
 Ben presto però, la Grande Guerra stravolse questo clima di serenità, portando con sè anni difficili e tetri scenari di povertà e disperazione. Proprio in questi anni Josephine trova lavoro in un piccolo bistrot a due passi da le Champs-Élysées.
 Erano anni duri, densi di contrasti e cambiamenti. Parigi si presentava al mondo come un crocevia di esperienze multiculturali ed artisti di ogni sorta, in cerca di celebrità ed affermazione nella vetrina d'Europa.
 Il bistrot era quotidianamente teatro di questo scenario, tra cafè e croissants, scrittori e musicisti si scambiavano opinioni. Dopo una crème brûlée l'aspirante attore di teatro provava la parte allo specchio. Con un carré à la provencale nel piatto, il poeta declamava qualche verso, forse per impressionare due ballerine, al banco del bar.
 La passione di Josephine per la buona cucina e la sua gentilezza nel servizio trovano sempre più spazio nel vecchio bistrot, portandola in pochi anni ad essere un punto di riferimento per tutto il quartiere. Alla morte del proprietario, tra lo stupore generale, il testamento lascia il bistrot alla giovane, non senza malcontenti tra i legittimi eredi.
 Le bistrot de Josephine vive anni di grande splendore, il successo delle sue ricette fa il giro di Parigi, e la ragazza si riscopre innamorata di un giovane ufficiale tedesco con il quale nel giro di pochi mesi convola a nozze.
 Purtroppo gli eventi storici ricadono nell'errore di una seconda grande guerra. E Josephine è costretta a veder partire il marito, per obblighi militari in patria. Contrariamente a tanti locali dell'epoca, il Bistrot rimane aperto, ed anzi proprio il suo connotato multiculturale gli garantisce gli ingredienti necessari a proseguire il percorso enogastronomico impostato negli anni, senza perdere mai quel sapore autentico che ne aveva contraddistinto il successo.
 Nonostante i grandi limiti imposti dalla guerra in corso, il bistrot di Josephine si mantiene un luogo dall'atmosfera positiva, sempre aperto e frequentato, con una frizzante musica Jazz a fare da sottofondo alle vicende quotidiane della città.
 Con la fine delle ostilità infatti, il bistrot torna agli antichi splendori. Josephine ormai è una vecchia cuoca di Parigi, amata da tutto il quartiere nel ricordo di quegli anni difficili in cui il bistrot faceva da casa accogliente per gli artisti della città. A renderle omaggio in quegli anni Picasso, Dalì, Sartre, Camus ma anche musicisti jazz come Stéphane Grappelli, Martial Solal o François Courtier.
 Amanti, come tutta Parigi, della cucina semplice di nonna Josephine, di quell'atmosfera unica, armonia e mescolanza di musica, arte e buon cibo.
 Ai giorni nostri, la nipote di nonna Josephine porta a Roma quella tradizione fatta di piatti semplici ed armonie allegre ed accoglienti. Con lo stesso menù di allora e la stessa atmosfera unica.